Il disegno CHP1 (pastello e acrilico su carta, 150 × 230 cm) precede di qualche passaggio la scultura finita in acciaio inox e alluminio (115 × 200 × 22 cm), e appartiene alla stessa categoria già incontrata con C-DUU: non un appunto rapido per fissare un'idea nascente, ma un disegno in scala 1:1, realizzato prima ancora degli esecutivi tecnici veri e propri. Le dimensioni del foglio non sono casuali: corrispondono, punto per punto, a quelle che la scultura avrà una volta tagliata e assemblata in officina.
È il medesimo momento intermedio, nel processo creativo di Cavenago, che si ripresenta identico a distanza di anni da C-DUU: dopo la fase dell'intuizione, quando la forma della motocicletta da enduro comincia a prendere corpo nel pensiero dell'artista, e prima della fase puramente tecnica, quando quella forma dovrà essere tradotta in quote, tolleranze, indicazioni di taglio per il laser, c'è questo passaggio a scala reale, dove pastello e acrilico servono a verificare come le linee più articolate e sinuose della moto, la complessità del segno che distingue CHP1 da altre sue interpretazioni veicolari precedenti, si comportino effettivamente quando misurate alla loro vera grandezza.
Il disegno, in altre parole, non descrive ancora la scultura: la mette alla prova. Solo dopo questa verifica dimensionale, dopo aver controllato che la silhouette leggibile della motocicletta, pur svuotata di ogni funzione pratica, mantenga i propri equilibri visivi anche a grandezza naturale, il progetto potrà procedere verso gli esecutivi veri e propri, i disegni impersonali e normativi destinati all'officina, a chi dovrà piegare l'acciaio inox e montare l'alluminio secondo la sintesi tra ingegneria ed estetica che caratterizza il lavoro finito.
Letti in sequenza, i due lavori raccontano dunque una filiera precisa e ricorrente nel metodo di Cavenago: dal segno-pensiero, allo studio in scala 1:1 come verifica delle proporzioni, fino al disegno-istruzione per la produzione, un percorso in cui pastello e acrilico, materiali ancora pienamente pittorici, servono qui non a rappresentare la motocicletta sognata, ma a misurarla, prima che l'acciaio la renda reale e insieme, definitivamente, immobile.
L.B., 2020