Cavenago ha basato la progettazione del suo lavoro, comprese le dimensioni, le proporzioni e il layout, su un’analisi delle particolari relazioni tra la galleria, lo spazio urbano circostante e gli oggetti di uso quotidiano che l’artista ha trovato nell’ufficio dello IASKA. Tutti i contenuti della struttura, sedie, bidoni, lampade, computer sono stati scelti e disposti con grande cura e sono parte integrante del lavoro.L’opera interagisce visivamente e concettualmente con lo spazio vuoto circostante e con la strada esterna, chiaramente visibile attraverso la grande vetrata che occupa un intero lato della galleria. Montando la struttura su ruote gli artisti sembrano collegare l'opera alla strada, alla conduttura e alla ferrovia che dominava l'area antistante la galleria.