L'interesse non riguarda più la riduzione del volume, ma la possibilità di costruire una forma riconoscibile attraverso il minimo numero di elementi.
La motocicletta non viene rappresentata. Viene ricostruita a partire dalla sua struttura essenziale. Scompaiono il motore, la meccanica, ogni dettaglio funzionale. Rimane soltanto un sistema di piani, tagli e vuoti capace di evocare l'idea del veicolo senza descriverlo.
L'opera non appartiene né all'astrazione né alla figurazione. Si colloca in una zona intermedia, dove la forma conserva ancora una memoria dell'oggetto reale ma si organizza secondo una logica autonoma. Ogni elemento è ricondotto a una sintesi costruttiva. Non si tratta di semplificare un'immagine esistente, ma di ricostruirne il principio.
Anche le ruote cambiano significato. Non sono più semplici componenti del veicolo, ma diventano il punto di equilibrio dell'intera composizione. Introducono nello spazio una tensione continua tra immobilità e movimento. La motocicletta appare pronta a partire, ma rimane definitivamente sospesa in quell'istante precedente all'azione. La scultura non rappresenta il movimento. Ne rende visibile l'attesa.
Con quest'opera il veicolo cessa definitivamente di essere un soggetto. Diventa un dispositivo attraverso il quale interrogare la scultura stessa. Ciò che interessa non è la macchina, ma la possibilità di trasformare una forma funzionale in una costruzione autonoma, capace di conservare l'energia dell'oggetto originario pur avendone perduto ogni funzione.
Questa direzione accompagnerà tutta la ricerca successiva. Da C-DUU alle strutture mobili, fino agli Erratici e ai Souvenir di montagna, il movimento non verrà mai rappresentato come azione, ma come condizione potenziale della forma. La scultura non descrive uno spostamento. Lo contiene.
Motocicletta segna così il passaggio da una ricerca sul volume a una ricerca sulla struttura. Non è più la massa a costruire la presenza dell'opera, ma il rapporto tra le sue parti, la precisione del loro equilibrio e la tensione silenziosa che continua a tenerle in uno stato di permanente possibilità.
L.B., 2026