Umberto Cavenago

Cristini Line, 2009

Spot laser e oggetti trovati nello studio di Ermanno Cristini a Varese

Dimensioni ambiente


La misurazione è l'incipit

(...) L'intervento di Umberto Cavenago che ha riallineato secondo una linea orizzontale tracciata con il laser tutte e cose presenti nel mio studio, alternando le determinazioni percettive e funzionali dello spazio, che in quel caso doveva giocoforza essere `diversamente` abitato.
Ermanno Cristini, 2009

Gli oggetti restano gli stessi, riconoscibili, ma perdono la loro logica d'uso per assumerne una nuova, puramente percettiva

Cristini Line è un intervento site-specific che Umberto Cavenago realizza non su una superficie né su un volume, ma sull'intero spazio di uno studio abitato, quello di Ermanno Cristini a Varese. L'opera non introduce oggetti nuovi: agisce esclusivamente su ciò che è già presente nella stanza, libri, strumenti, materiali, oggetti di lavoro e di vita quotidiana accumulati nel tempo, spostandoli fino a farli coincidere con un'unica linea orizzontale, tracciata da uno spot laser, posta all'altezza degli occhi dell'artista stesso.
Il gesto è insieme minimo e radicale. Minimo perché non produce forme, non aggiunge materia, non lascia un manufatto autonomo: l'unico segno fisico è il filo di luce del laser, immateriale, che attraversa lo spazio come un livello, un riferimento astratto rispetto al quale ogni cosa viene ridisposta. Radicale perché quella linea, silenziosa e invisibile fino a quando non la si cerca, riorganizza l'intero ambiente secondo un unico criterio arbitrario e corporeo insieme: non l'ordine funzionale dello studio (dove ogni oggetto sta dove serve al lavoro), non un ordine estetico o cronologico, ma la statura di chi ha compiuto l'intervento. Lo spazio altrui viene ri-misurato sul corpo dell'artista.
Ne risulta uno straniamento preciso: gli oggetti restano gli stessi, riconoscibili, ma perdono la loro logica d'uso per assumerne una nuova, puramente percettiva, allineati non perché "serve", ma perché "coincide". Come osserva lo stesso Cristini nella breve testimonianza che accompagna l'opera, lo studio, in quei giorni, doveva essere necessariamente abitato "diversamente": l'intervento non ha semplicemente riordinato uno spazio di lavoro, ne ha temporaneamente sospeso la funzione, sostituendola con una griglia percettiva imposta dall'esterno.
In questo, Cristini Line si inserisce coerentemente nella ricerca di Cavenago sulla misura, sul rilievo e sull'intervento sullo spazio abitato, un filone che nel suo lavoro attraversa anche i Line successivi (come Caraglio line, 2010) e che qui trova la sua declinazione più intima: non un luogo pubblico o espositivo, ma lo studio privato di un altro artista, reso temporaneamente estensione del corpo e dello sguardo di chi lo attraversa con un laser.
L.B., 2022
Cristini Line

Opere correlate

Nessuna opera correlata trovata